Transhumances

Regia di Alexander Delnevo

Un ricordo è una nuvola solitaria in un cielo blu profondo.

Transhumances è un cortometraggio non narrativo, e come ben espresso dal titolo, il tema del film è il viaggio. Un peregrinare lungo e difficile, una sorta di migrazione. Questo è il viaggio che ogni pezzetto di vita, ogni ricordo, compie durante l'umana esistenza. Ogni ricordo attraversa la nostra mente, scivolando lentamente dalla parte conscia della nostra memoria verso l'inconscio, frammentandosi, perdendo colore, svanendo pian piano in una spirale inarrestabile verso l'oblio.

Non solo i ricordi "materiali" subiscono questo infausto destino, anche tutti coloro che abbiamo conosciuto, con i quali abbiamo diviso la nostra esistenza terrena percorreranno lo stesso cammino: una volta morti, di so loro permarrà soltanto il ricordo di coloro che li hanno conosciuti, che pian piano si dissolverà, confondendosi in una folla di volto ormai semiconosciuti intrappolati nel labirinto mnemonico di chissà chi. Un tortuoso sentiero verso la dimenticanza.

Il viaggio del protagonista incomincia da una stanza alla cui estremità è visibile un'enorme finestra puntata verso il mondo esterno. E' una chiara rappresentazione dell'Io, una struttura chiusa che comunica con l'esterno, con la realtà, tramite i sensi.

All'interno della stanza è posizionato un vecchio televisore, il ponte tra l'Io e il Conscio, quella parte della mente in cui il ricordo viene selezionato e immagazzinato, scegliendo autonomamente cosa mostrare e cosa nascondere.

Il percorso del nostro personaggio è quindi di tipo mnemonico, egli si mette alla ricerca di un ricordo, di un frammento della propria vita. Questo ricordo mostra delle tracce nel suo ego, ma è confuso e parziale, non comprensibile: la sequenza mostrata dal televisore mostra un dettaglio ambientale, l'immagine è sporca, di bassa qualità, e l'alternarsi tra il bianco e nero e il colore rivelano la natura frammentaria del processo di sedimentazione del ricordo.

Questo processo suggerisce un'analisi alternativa della propria mente (che è evidentemente rappresentata dallo sdoppiamento del personaggio): il Super-Io, una sorta di guardiano dell'Inconscio, una sorta di velo su cui si proiettano le imposizioni socio-culturali.

La rappresentazione si focalizza sulla figura del protagonista, un uomo frammentario in lotta con il proprio inconscio, alla disperata ricerca di unità. Ma è una lotta disperata, e il protagonista comprende la natura effimera della vita umana, percepisce la terribile Transumanza dei ricordi che ognuno dovrà prima o poi percorrere, nel lungo viaggio verso l'inevitabile oblio.

PARTECIPAZIONI

PREMI

CAST



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